giovedì 20 ottobre 2011

Emiliano #2

Piangiamo,
cielo ed anima.


L'enfasi delle foglie,
la loro danza in pioggia.


Annega la luce,
s'erge il lampione;
silenzio tra le siepi.


Cadono;
il ritmo è d'un blando rumore,
ed è la pioggia il maestro,
nessuno, però, ne coglie il fragore.


Auto, persone;
non è preso il clangore.


Mezzanotte e la pioggia:
"che odore".


Non viaggio,
resto qui alla finestra;
tutto è fermo
mentre tutto rinnova l'odore.


Ch'io possa tremare,
piangere, fotografare il momento
che la notte regala,
che la pioggia incorona.


Alberi in bagno,
pioggia che rinnova,
del domani, noi,
abbiamo solo un'idea.




(V.B.)









2 commenti:

  1. VOMITAVERSI

    Mi frantumo in milioni di sillabe
    per nascondere me stesso.

    Un corpo malfermo,
    sbozzato nel gesso,
    avviluppato tra la caffeina
    e l'incessante voglia
    di diventare sempre più piccolo,
    per incastrarsi meglio tra queste pietre
    di fumo e cemento armato.



    I miei occhi avvelenati
    tramontano oltre la nebbia dei miei versi.
    E tu scorgi solo le mie labbra
    che profumano d'inchiostro.

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  2. Mi piacciono molto i tuoi versi e li sto rileggendo diverse volte...sarebbe possibile leggere qualcos'altro?

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