Sono un figlio del tempo.
Annego e sopravvivo,
sempre.
Guardo oltre il comune
e dimentico sempre l'ovvio.
Temo solo me stesso,
non per superbia,
ma perché è l'unica cosa saggia
che so.
Mi giro,
sono quasi un calzino,
eppure non sopporto decisioni incalzanti.
Preferisco sognare, all'esser sognato;
evito troppe illusioni.
Sono un figlio del tempo,
immerso tra giardini e cliché.
E' una ruota che gira
di cui,
se fossimo davvero umani,
sapremmo sempre coglierne il panorama.
Vincenzo Bua
Annego e sopravvivo,
sempre.
Guardo oltre il comune
e dimentico sempre l'ovvio.
Temo solo me stesso,
non per superbia,
ma perché è l'unica cosa saggia
che so.
Mi giro,
sono quasi un calzino,
eppure non sopporto decisioni incalzanti.
Preferisco sognare, all'esser sognato;
evito troppe illusioni.
Sono un figlio del tempo,
immerso tra giardini e cliché.
E' una ruota che gira
di cui,
se fossimo davvero umani,
sapremmo sempre coglierne il panorama.
Vincenzo Bua
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