Di solito si dovrebbe dire - ciò che non t'uccide ti rende più forte -
A me nessuno m'ha colpito. Nessuno s'è permesso di uccidermi.
Si limitano a farmi ridere. Risate su risate.
C'è chi è arrivato a dire perfino che non scrivo più. E' vero. Non scrivo più per l'infelicità, per la "sofferenza" o per ciò che magari riusciva a tirarmi su.
Io sono su. Io sono felice.
E adesso, è arrivata l'ora dell'ironia, della "rabbia", del sarcasmo.
Sentir cinguettare, pigolare o, come si dice dalle mie parti, tossire (pur i pulici tenan a tussa - pure i pulcini hanno la tosse - pure chi non potrebbe si permette di parlare) più che aumentare il sapore di, come dire, amarezza (quella di quando assisti a spettacoli ridicoli) non fa.
E allora sapete che vi dico? Evviva l'autogestione. Evviva la consapevolezza anti-illusione.
Meglio capirle presto le cose, i rapporti, le amicizie, che illudersi fino a quando non è troppo tardi.
Salgo,
scendo,
interminabili corsie
il colle condanna la vista.
Orizzonti screpolati
intermittenze tra le nubi,
oltre il mare una barca a vela
spiagge di inutili turisti.
Godetevi la spuma
nascondete i rastrelli
tanto, dei vostri castelli,
ho già fatto a pezzi la sabbia.
bella poesia... penso di averla capita. penso di riconoscere gli orizzonti screpolati di una vita viaggiante, che sferraglia sulle rotaie intermittenti di un folle andirivieni. sono anche i miei. e le spiagge di inutili turisti... non so se ricordi :" mare senza figli d'inverno ma solo fratelli dalle mani grandi e amare ... ma avrai figli nuovi nell'estate, senza cura e senza amore rideranno, mentre dormi, mentre piano respiri e ti sollevi."
RispondiEliminasta tutto lì.
forse noi del mare siamo fratelli e i figli non possiamo, non vogliamo, capirli.
ciao ciao
Mrs Stipe
O forse, semplicemente, non ce ne danno possibilità. Rifuggono dalla nostra comprensione. Si lasciano avvicinare, come sirene, per poi limitarsi al giuoco delle onde.
RispondiElimina