Uno sguardo oltre il giorno,
pieno di pensieri, o forse di un pensiero solo,
un'idea, un concetto, una mia convinzione.
A volte la telepatia servirebbe,
perché eviterebbe parole messe lì a caso,
in disordine, che mai e poi mai potrebbero,
in verità, esprimere il pensiero.
Parole a casaccio,
parole in rima o sfilze di parole,
a volte perse l'una dietro l'altra,
perché tenere il filo, oltre che uno sguardo,
può essere la montagna più alta della propria vita.
Allora le parole saltano e non escono neanche,
strozzate in gola da altre, magari sbagliate,
che strattonano, spingono cercando la confusione.
Fanno così anche i pensieri,
soprattutto quando, fragili,
affidiamo un concetto a sconosciuti,
che neanche una madre potrebbe capire cosa si pensa davvero.
Allora litigano, si strattonano, e magari l'hanno anche vinta;
mentre quel che chiamano coscienza prova, urla,
impreca: fermati, stai facendo una cazzata.
Una lotta che potrebbe durare attimi, giorni o mesi,
che in verità non dovrebbe neanche esistere,
perché basta ascoltarsi per capire.
Invece, magari riesce anche a farti credere convinto.
La verità è che convinto non lo sarai mai,
ed è proprio quando capisci che il perché
non è nascosto nello scorrere del tempo
ma nel suo passare troppo veloce,
che ti rendi conto di quale tra i pensieri fosse il tuo,
quale sia partito dal cuore,
quale abbia la tua, e solo tua, ragione.
E' la tua ragione quella importante,
è la tua ragione a svegliarti ogni giorno.
La tua meravigliosamente confusa ragione chiamata vita.
pieno di pensieri, o forse di un pensiero solo,
un'idea, un concetto, una mia convinzione.
A volte la telepatia servirebbe,
perché eviterebbe parole messe lì a caso,
in disordine, che mai e poi mai potrebbero,
in verità, esprimere il pensiero.
Parole a casaccio,
parole in rima o sfilze di parole,
a volte perse l'una dietro l'altra,
perché tenere il filo, oltre che uno sguardo,
può essere la montagna più alta della propria vita.
Allora le parole saltano e non escono neanche,
strozzate in gola da altre, magari sbagliate,
che strattonano, spingono cercando la confusione.
Fanno così anche i pensieri,
soprattutto quando, fragili,
affidiamo un concetto a sconosciuti,
che neanche una madre potrebbe capire cosa si pensa davvero.
Allora litigano, si strattonano, e magari l'hanno anche vinta;
mentre quel che chiamano coscienza prova, urla,
impreca: fermati, stai facendo una cazzata.
Una lotta che potrebbe durare attimi, giorni o mesi,
che in verità non dovrebbe neanche esistere,
perché basta ascoltarsi per capire.
Invece, magari riesce anche a farti credere convinto.
La verità è che convinto non lo sarai mai,
ed è proprio quando capisci che il perché
non è nascosto nello scorrere del tempo
ma nel suo passare troppo veloce,
che ti rendi conto di quale tra i pensieri fosse il tuo,
quale sia partito dal cuore,
quale abbia la tua, e solo tua, ragione.
E' la tua ragione quella importante,
è la tua ragione a svegliarti ogni giorno.
La tua meravigliosamente confusa ragione chiamata vita.
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