Scegliere non è mai facile.
Così mi ritrovai in questa città.
E da questa città, dopo un anno, me ne torno a casa.. me ne vado in vacanza, finalmente.
Ecco, è proprio il finalmente la pecca di questo post, la nota che stona, la parola che seppur corretta ha un suono strano, un suono "cattivo".
In questa prima metà 2012 sono successe tante, troppe cose. Di alcune ne ho consapevolezza, di alcune ne sono stato autore, di qualcuna spettatore; c'è qualcosa di cui ero convinto di qualcosa e mi sono ritrovato ad essere convinto del contrario; dubbi sciolti e dubbi elevati a potenza; problemi risolti, problemi creati e problemi tornati a galla dopo tanto tempo.
Ma Reggio Emilia non è stato solo questo.
Emiliano #6 è l'ultimo capitolo di un primo anno che mi ha visto provare tanti sentimenti, a volte, forse troppe, contrastanti, opposti tra loro; ma di una varietà che a guardare indietro può solo spuntare un sorriso come prova inconfutabile che la vita è davvero bella.
La vita è bella.
Che dire, di questi ultimi 3, 2 mesi, ho un ricordo forte. Mesi intensi, mesi immersi tra dubbi, paura delle scosse continue e passati a dormire con la finestra aperta. Mesi in cui ho conosciuto tante persone. Persone che sono entrate piano piano a far parte di ciò che considero Reggio Emilia, o forse di più, forse sono entrate a far parte di ciò che fa battere il cuore, fa scendere lacrime o fa sedere la notte prima dell'ultimo esame sui divanetti di una fontana spenta da solo a guardare le stelle.
Sembravo essermi perso, e invece anche grazie a qualcuno che ha dimostrato di meritarsi la fiducia che a mio malgrado dò con troppa fretta piano piano tutto è tornato al suo posto. Con nuovi equilibri, nuove forme, nuove movenze, ma su una strada definita, precisa...con una meta, o qualcosa che le assomigli.
Ho legato tanto con tante persone in questi mesi. E data l'intensità di tutto quello che questi mesi sono stati, così come il modo di viverli insieme, queste persone sono entrate a far parte, come ho detto, del mio piccolo grande mondo.
Ed ora?
Tornare a casa è stato addirittura triste, quasi non me ne volevo andare, tanto mi trovavo bene (evito commenti sul ritorno).
Quando mi stancherò del posto dove sono cresciuto per 19 anni?
Arriverà un giorno in cui i motivi per non scendere diventeranno più validi di quelli che ogni inverno ed estate mi riportano qui?
E se dovesse arrivare, sarà una cosa buona o cattiva?
Sapete cosa vi dico?
Fino ad allora, me la godo. Poi se ne parla.
Miei colleghi, miei amici, mi mancate un sacco. Buone vacanze a voi.
Reggio Emilia, complimenti, hai fatto in modo che mi affezionassi in breve tempo.
Ma Mezzofato, tu rimani la culla dove riposare una mente logora e stanca.
Buone Vacanze
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